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Press | 6 Agosto 2018

A tavola con le stelle – intervista di 7 Gold Telepadova

 

Ironico e appassionato: Tino Vettorello, per 10 anni chef sulla terrazza della Biennale Cinema di Venezia racconta i retroscena delle star a tavola. Alessandra Mercanzin per 7Gold Telepadova

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Matrimonio | 2 Agosto 2018

Quando parliamo di cura dei dettagli in un festeggiamento, iniziamo a pensare ai diversi momenti dell’esperienza dei partecipanti, trasformando ogni attività in un elemento piacevole, che andrà a comporre un mosaico, rappresentazione generale dell’intero evento. Nel caso del matrimonio, gli sposi ricevono gli ospiti e dovranno fare in modo che loro possano vivere una giornata indimenticabile, perfetta.

Naturalmente non saranno gli sposi in prima persona a doverlo fare, dato che avranno affidato il ricevimento a dei professionisti.

La regola di base è che la prima impressione conta, e molto, nella costruzione di un ricordo.
Il primo impatto degli ospiti, una volta raggiunta la location dell’evento, sarà proprio con il tableau de marriage, uno strumento semplice, con una forte componente pratica, poiché indica la disposizione degli invitati ai tavoli, che ha però anche un’importante valenza in termini di immagine.

Il lavoro sarà già stato meditato prima, ponendo attenzione a riunire allo stesso tavolo le persone che potranno dare vita ad una conversazione piacevole. Quindi un misto tra conoscenti e nuovi incontri, se si pensa che un commensale sconosciuto possa essere gradito, e se siamo certi che le persone di quel tavolo amino le novità e fare nuove conoscenze; si posizioneranno vicine le persone che vanno d’accordo, persone con interessi simili e con esperienze da condividere.

Il tableau è un elemento visivo, e per questo dovrà essere coordinato con il tema generale dell’evento e con l’allestimento della sala del ricevimento.

Sarà elegante o formale, di ispirazione shabby, campagnola o vintage, scherzoso o patinato, a seconda del carattere generale del matrimonio. Spesso vediamo che questo aspetto prende la mano, e le soluzioni decorative hanno il sopravvento sulla chiarezza e sulla semplicità di consultazione. Ricordiamo che prima di tutto il tableau deve essere di facile lettura da parte di tutti gli invitati, i quali non dovranno fare lo slalom tra foglietti volanti, o cercare a fatica il proprio nome nella penombra di un’area illuminata solo da candele, o dover chiamare un nipote per distinguere le scritte troppo piccole o con caratteri con tali svolazzi da rendere irriconoscibili le parole.

Via libera, invece, ai nomi dei tavoli, che potranno essere indicati non da semplici numeri, come accade in una qualsiasi tavola calda, per la praticità dei camerieri, ma da titoli a tema. Gli sposi appassionati di musica chiameranno i tavoli Vivaldi, Mozart, Rossini e via così; se sposate un ciclista potrebbe capitare che i tavoli siano Tour, Vuelta, Giro; una coppia di creativi potrebbe scegliere i colori, oppure se il matrimonio si svolge dopo la nascita del primo bebè della coppia,  il mondo delle favole potrebbe fare da ispirazione, e così via.

Anche l’ironia dovrà essere calibrata, in base al carattere della coppia, più che sulle attese degli ospiti: per loro sarà un primo passo per entrare nel clima giusto della festa che li attende.

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