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Press Venezia 75 | 3 Settembre 2018

Lo chef Tino Vettorello ne interpreta il raffinato bouquet di sapori in un’opera inedita
Le ostriche della Maison D’Huîtres Amélie conquistano il pubblico del grande schermo alla 75esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, offrendo un’esperienza sensoriale, sublime e contemporanea, firmata da un rinomato maestro della cucina d’autore italiana: lo chef Tino Vettorello.

I sapori che esprimono il merroir del suo luogo di provenienza e la consistenza croccante delle ostriche Amélie incontrano gli ingredienti del territorio italiano, per dare vita a un sofisticato gioco di contaminazioni. Gusto, vista e olfatto vengono coinvolti in un viaggio emozionale attraverso la creatività dello chef Vettorello: come un grande regista rilegge la tradizione gastronomica con un linguaggio inedito.

Così, le ostriche della Maison D’Huîtres Amélie diventano protagoniste di uno dei ricercati piatti offerti durante tutto il festival nel ristorante riservato alla stampa. Questo pregiato prodotto del mare conosce una nuova interpretazione che ne rivela inaspettate sfumature di gusto. La magia della vita marina e un sapere millenario, quello dell’arte dell’allevamento e della selezione dei migliori frutti del mare, definiscono il bouquet aromatico delle qualità Amélie e suggeriscono un’esperienza di gusto originale. L’alchimia di sapori delle ostriche della maison nasce dall’incontro tra le acque agitate dell’Oceano Atlantico, che grazie alle maree sono ricche di sedimenti e fitoplancton, e quelle invece dolci del fiume Seudre. Alla Mostra del Cinema, le deliziose ostriche Amélie accompagnano il piacere di attori, registi, produttori e giornalisti anche in altre occasioni d’eccellenza: il 5 settembre sono protagoniste alla festa del magazine Ciak e, nei giorni successivi, a un altro esclusivo evento organizzato sulla terrazza del Casinò dove sarà possibile degustare le ostriche Amélie interpretate dalla maison e dal suo chef con ricette create ad hoc.

Maison D’Huîtres Amélie
Amélie è il primo nome che identifica un’ostrica eccezionale prodotta dall’omonima Maison nata nel 2014 e che trova la sua origine nell’antica produzione francese, nel cuore della regione Marennes-Oléron, situata nella Charente Marittima in Nuova Aquitania. Qui, tra l’Oceano Atlantico, l’isola di Oléron e il fiume Seudre, l’ostrica di Amélie assume sfumature particolari grazie all’azione costante delle maree e all’acqua dolce del fiume dalle qualità organolettiche, trovando nei claire, antiche saline, il suo terreno fertile per la maturazione. Mentre le acque fredde e le forti correnti aiutano il guscio a rafforzarsi. Partendo da una solida tradizione che risale all’Impero romano e tramandata di generazione in generazione, la regione nel 2009 viene insignita con il riconoscimento IGP (Indicazione geografica protetta). Una qualità intrinseca dunque che si basa sul know-how e sul sito di produzione. Quattro le varietà di Amélie. Fine de Claire, ideale per ogni momento della giornata. Spéciale de Claire, dalla consistenza decisa e un gusto equilibrato. Verte, unica e molto rara, con un sapore molto dolce, dall’aroma di nocciola. Per arrivare a Pousse en Claire che rappresenta il prodotto d’eccezione della maison, adatta per le grandi occasioni, grazie alla sua consistenza croccante e al suo sapore fruttato. Grazie alla sua eccellenza che soddisfa tanto i palati degli amanti e dei gourmet, ma anche di chi si avvicina per la prima volta al mondo dei molluschi bivalvi. Amélie è inclusa nei menù degli chef stellati come DaVittorio tre stelle Michelin, nei migliori ristoranti italiani e stranieri. E la crescita è destinata a continuare.
La Francia rimane il primo mercato europeo, sia in termini di produzione sia di consumo. Nella top list si posizionano anche Italia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito.
 La qualità di Amélie è stata riconosciuta dal prestigioso Guild of Fine Food e premiata con il Golden Fork, il più alto riconoscimento dei Great Taste Awards.

 

 

 

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Press Venezia 75 | 2 Settembre 2018

Tadzio e Gustav tornano a casa. L’Hotel des Bains, il complesso liberty che per il cinema è Morte a Venezia di Luchino Visconti, chiuso da anni, svuotato (arredi originali venduti all’asta, un colpo al cuore di ogni cinefilo), dopo un progetto immobiliare non andato in porto, riapre seppure il suo percorso di restauro non sia ancora finito. E nei saloni Visconti e Thomas Mann, dove la Biennale di Venezia ha allestito una mostra pop up con volti e immagini dell’Archivio storico (27 agosto – 16 settembre), proprio il Des Bains con la sua immagine identitaria è la location più suggestiva di Venezia 75, accanto ai luoghi ‘classici’ come il Palazzo del Cinema e il Casinò, con le sue linee razionaliste e il bianco abbacinante del marmo, il moresco hotel Excelsior sulla cui spiaggia si celebra l’elegante rito dell’inizio e della fine ufficiali del festival.

 

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